Ecosistemi e hub

«Guida alla domotica moderna» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

I prodotti commerciali da cui quasi tutti partono, descritti per quello che fanno davvero in casa e per quello che smettono di fare quando manca la linea.

Le pagine precedenti hanno definito i criteri e i tre modi di avere una centralina. Questa applica quei criteri agli ecosistemi commerciali — l'app, l'hub e i dispositivi certificati di un grande produttore, pensati per funzionare insieme — cioè ai prodotti con cui quasi tutti cominciano davvero: un telefono che è già in tasca, un altoparlante che c'è già in salotto, e la prima lampadina comprata perché «compatibile». È la pagina che invecchia più in fretta di tutta la guida — i modelli cambiano a ogni generazione — e per questo ogni sezione porta la data in cui è stata verificata.

Vanno valutati con gli stessi criteri di prima, con una domanda in più che li riguarda tutti: che cosa succede se un giorno voglio aggiungere una centralina locale — devo buttare quello che ho? La risposta, quasi sempre, è no: si può convivere, ed è la situazione più comune.

Apple Casa — HomeKit

È l'ecosistema con la caratteristica che più interessa a chi ha letto le pagine precedenti: le automazioni vengono eseguite in casa, da un apparecchio Apple che fa da hub, e continuano a funzionare anche senza collegamento a internet. Fra i grandi ecosistemi pensati per l'uso generale — Apple, Google, Amazon, Samsung — è l'unico che lo fa in modo predefinito, e la guida che sostiene il controllo locale non può tacerlo. Lo fanno anche gli hub dedicati come Homey e Hubitat, descritti più avanti, che però sono prodotti di nicchia, scelti da chi l'impianto lo costruisce di proposito.

La contropartita storica era il numero ristretto di dispositivi certificati; con l'arrivo di Matter il divario si è molto ridotto. Restano più severi i requisiti di certificazione, il che va letto in due modi: meno scelta, ma meno sorprese.

Serve un hub, e non è un accessorio facoltativo: senza, le automazioni non partono quando si è fuori casa e gli accessori non sono raggiungibili da remoto. Gli apparecchi che possono fare da hub, con le differenze che contano:

  • HomePod mini — hub completo e border router Thread. È l'ingresso più economico, e il fatto che porti Thread lo rende spesso la scelta migliore anche per chi non lo userà mai per la musica.
  • HomePod (2ª generazione) — hub e border router Thread, con in più sensori di temperatura e umidità utilizzabili nelle automazioni.
  • HomePod (1ª generazione, 2018) — fa da hub ma non ha Thread: con dispositivi Thread serve comunque un altro apparecchio.
  • Apple TV 4K — hub, e border router Thread nelle generazioni recenti. Attenzione a una differenza che sfugge: nel modello del 2022 il Thread è presente solo nella versione con più memoria, quella con la porta di rete; la versione solo Wi-Fi ne è priva.
  • Apple TV HD — fa ancora da hub, senza Thread.
  • iPad — è stato a lungo utilizzabile come hub, ma Apple ha ritirato quella possibilità: se una guida vecchia lo consiglia, è superata.

La differenza fra i modelli di Apple TV è il punto in cui si sbaglia acquisto più spesso: due apparecchi con lo stesso nome, prezzo vicino, e uno dei due non è un border router Thread. Chi compra il modello senza rete cablata pensando di avere anche Thread scopre il problema quando i sensori a batteria non si collegano. Verificare la scheda tecnica del singolo modello, non la riga del nome.

Il resto dell'hardware Apple non fa da hub ma entra comunque nell'impianto, ciascuno con un ruolo diverso — e vale la pena distinguerli, perché «funziona con HomeKit» viene usato per cose molto differenti fra loro.

  • iPhone e iPad — l'interfaccia principale, e insieme una sorgente: la posizione del telefono fa scattare le automazioni di arrivo e di uscita, quelle che nella pagina Fondamenti abbiamo classificato fra «le persone» pur non richiedendo alcun gesto.
  • Apple Watch — comando dal polso, utile proprio perché è addosso: è l'interfaccia che resta disponibile quando il telefono è in un'altra stanza. Può contribuire anche al rilevamento della presenza.
  • Mac — mostra e comanda la casa come gli altri, ma non fa da hub.
  • Apple TV — oltre al ruolo di hub, mostra le telecamere sul televisore, che è il modo più comodo di guardare un videocitofono mentre si è sul divano.

Gli AirPods meritano un chiarimento perché generano un equivoco frequente: non sono accessori HomeKit e non compaiono nella casa come dispositivi. Sono però un'interfaccia — nel senso preciso dello strato 5 descritto in Architettura — perché permettono di comandare la casa a voce senza toccare nulla e di ricevere gli annunci.

  • I modelli che riconoscono la richiesta vocale senza dover toccare l'auricolare consentono di comandare gli accessori mentre si hanno le mani occupate. I primi AirPods richiedevano invece un tocco: la differenza è pratica, non di dettaglio.
  • I modelli più recenti aggiungono la possibilità di rispondere agli annunci con un cenno del capo, utile quando la casa chiede una conferma.
  • AirPods Max e AirPods Pro si comportano, da questo punto di vista, come gli altri modelli con richiamo vocale a mani libere.

Il punto da ricordare è che questa integrazione passa sempre dall'assistente vocale e dal telefono: gli AirPods non aggiungono nulla all'impianto, aggiungono un modo di comandarlo. Se il telefono non è raggiungibile, non funziona.

Google Home, Amazon Alexa, SmartThings

Gli altri tre si somigliano su un punto decisivo e diverso da Apple: le automazioni vengono valutate prevalentemente sui loro computer. Il comando diretto di un dispositivo Matter — «accendi la luce» detto all'altoparlante — passa invece in casa, dall'hub, e continua a funzionare quando la linea cade. La distinzione fra comando e automazione è quella che conta, e vale per tutti e tre con sfumature diverse.

Google Home. Fanno da hub Matter e da border router Thread il Nest Hub di 2ª generazione, il Nest Hub Max, il router Nest Wifi Pro, il Google TV Streamer 4K e l'altoparlante Google Home del 2026. Nest Audio, Nest Mini, il Nest Hub di 1ª generazione e i vecchi Google Home fanno da hub solo per Matter su Wi-Fi: con sensori Thread non bastano. Dal 2025 l'hub esegue in casa il comando dei dispositivi Matter; per le automazioni Google non ha mai dichiarato che funzionino senza collegamento, e la documentazione le descrive come valutate sui suoi server.

Amazon Alexa. Quasi tutti gli Echo dalla 2ª generazione in poi sono controller Matter. Border router Thread sono l'Echo di 4ª generazione (Thread 1.1) e, con Thread 1.3, Echo Dot Max, Echo Hub, Echo Plus di 2ª generazione, gli Echo Show 8, 10, 11, 15 e 21 nelle generazioni recenti, Echo Studio, e i router Wi-Fi eero dalla serie 6 in poi. Alcuni Echo hanno anche una radio Zigbee. Le routine — così Alexa chiama le automazioni — vengono eseguite sui server Amazon; il controllo vocale senza internet è storicamente limitato a pochi modelli e a pochi comandi, e non va dato per scontato su nessun apparecchio.

SmartThings. È quello dei tre che esegue di più in casa, a una condizione precisa: una routine gira sull'hub solo se tutto ciò che contiene è locale — dispositivi collegati direttamente all'hub (Zigbee, Z-Wave, Matter, rete di casa) e condizioni di orario. Basta un dispositivo integrato tramite il cloud di un altro produttore, una notifica, la posizione di un membro della famiglia o il meteo perché l'intera routine torni sui server Samsung; l'app marca con l'icona di una casa quelle che restano locali. Gli hub sono prodotti da Aeotec: lo Smart Home Hub (ex v3, con Zigbee, Z-Wave, Thread e Matter) e il più recente Hub 2, che ha rinunciato a Z-Wave. La SmartThings Station è un caricabatterie senza fili con dentro un hub Zigbee, Thread e Matter, e un hub è presente anche in parte dei televisori Samsung recenti.

Per tutti e tre vale l'avvertenza della pagina Sicurezza e norme: la domanda non è se siano buoni prodotti — lo sono — ma che cosa smette di funzionare il giorno in cui il servizio cambia condizioni o chiude.

Hub dedicati: Homey e Hubitat

Fra i grandi ecosistemi e una centralina costruita da sé c'è una terza possibilità: l'hub dedicato, un apparecchio venduto pronto, con un'app curata come quella di un ecosistema commerciale, che però come Home Assistant esegue le automazioni in casa. Chi lo sceglie compra un prodotto finito invece di installare e mantenere un programma, e in cambio dipende da un'azienda sola per gli aggiornamenti.

Homey, dell'olandese Athom, è il più noto in Europa, e il suo tratto distintivo è il numero di radio raccolte in un solo apparecchio. Sotto lo stesso nome, però, si vendono versioni che funzionano in modo molto diverso, e la differenza decide se l'impianto regge quando cade la linea:

  • Homey Pro — tutte le radio a bordo: Matter, Thread, Zigbee, Z-Wave, Bluetooth, infrarosso, Wi-Fi e la banda a 433 MHz, usata da molti telecomandi e sensori economici. Le automazioni — Homey le chiama Flow — vengono eseguite sull'hub e continuano a funzionare senza internet. La versione 2026, uscita a dicembre 2025, raddoppia la memoria a 4 GB allo stesso prezzo di 399 €, e il produttore dichiara il supporto almeno fino a giugno 2031.
  • Homey Pro mini — stessa esecuzione in casa, ma radio ridotte a Matter, Thread e Zigbee, più la porta di rete cablata. Per Z-Wave, infrarosso o 433 MHz serve l'accessorio Homey Bridge.
  • Homey Cloud — non c'è nessun hub: il programma gira sui computer di Athom, e senza internet non funziona. Le radio arrivano da un Homey Bridge, che è soltanto un'estensione radio e non esegue logica.
  • Homey Self-Hosted Server — il programma di Homey installato su un computer proprio. Esegue in casa, ma non ha radio: anche qui arrivano dal Bridge.

Stesso nome, funzionamento opposto. Homey Pro e Homey Cloud hanno la stessa app e lo stesso strumento per scrivere le automazioni, ma il primo esegue tutto in casa e il secondo tutto fuori. Chi compra un Homey Bridge pensando di avere un hub locale ha in mano un'estensione radio di un servizio che funziona solo attraverso internet.

Hubitat Elevation, dell'omonima azienda statunitense, segue lo stesso principio — le automazioni eseguite sull'hub — con radio Zigbee 3.0, Z-Wave della serie 800 e supporto Matter nel modello attuale, il C-8 Pro. È meno curato di Homey nell'aspetto e più diffuso in Nord America, ed è il riferimento di chi vuole un hub pronto all'uso senza cloud obbligatorio.

Su Homey pesa in più la questione dell'indipendenza: dal luglio 2024 l'80% di Athom appartiene a LG, e la pagina Produttori spiega perché questo conta più della qualità del prodotto.

Sugli stessi criteri: la tabella

I criteri sono quelli della pagina Piattaforme. Le caselle dicono il comportamento predefinito del prodotto, non quello che si può ottenere con accessori o con un'altra centralina accanto. Verificata a ottobre 2026 sulle schede dei produttori.

Dove gira la logicaHub necessarioBorder router ThreadController MatterAccesso locale da altri programmiCosto di uscitaProprietà
Apple CasaIn casa, sull'hubSì, per automazioni e accesso da fuoriHomePod mini, HomePod 2ª gen., Apple TV 4K con rete cablataSìNo; solo verso Apple tramite Homebridge o similiAutomazioni da riscrivere; nessuna esportazioneApple
Google HomeComandi in casa, automazioni sui server GoogleSì, per Matter e ThreadNest Hub 2ª gen., Nest Hub Max, Nest Wifi Pro, TV Streamer, altoparlante 2026SìNoAutomazioni da riscrivere; nessuna esportazioneGoogle
Amazon AlexaComandi in casa, routine sui server AmazonSì, per Matter e ThreadEcho 4ª gen., Echo Dot Max, Echo Hub, Show recenti, Studio, router eeroSìNoRoutine da riscrivere; nessuna esportazioneAmazon
SmartThingsIn casa se la routine è tutta locale, altrimenti sui server SamsungSìHub Aeotec, Station, alcuni televisoriSìSolo attraverso il cloud, con un accountRoutine da riscrivereSamsung
Homey ProIn casaÈ l'hubSìSìSì, dalla rete di casaFlow da riscrivere; backup proprioAthom, 80% LG dal 2024
HubitatIn casaÈ l'hubNon confermato dalla documentazioneSìSì, dalla rete di casaRegole da riscrivere; backup proprioHubitat Inc.
Home AssistantIn casaIl computer su cui giraCon chiavetta o border router di terziSìSì, completoBackup completo, formato leggibileOpen Home Foundation

Home Assistant è nell'ultima riga non perché sia un ecosistema commerciale, ma perché è il termine di confronto: la colonna del costo di uscita si legge bene solo accanto al caso in cui quel costo è quasi zero.

Convivere: ecosistema commerciale e centralina locale insieme

È la configurazione più diffusa fra chi si appassiona, ed evita di buttare via quanto già comprato. Lo schema ricorrente è questo: la centralina locale tiene i dispositivi e le automazioni, e rende visibili alcuni accessori all'ecosistema, che resta per il comando vocale e per le app di famiglia.

Chi lo fa verso Apple usa in genere Homebridge — che fa apparire in Apple Casa dispositivi non certificati — oppure la pubblicazione diretta verso Apple Casa che alcune piattaforme offrono. Ne discendono due vantaggi: le automazioni restano dove si scrivono meglio, e ogni persona in casa continua a usare l'app che già conosce.

Un avvertimento su questa convivenza: le automazioni vanno scritte in un posto solo. Averne alcune nella centralina e altre nell'app dell'ecosistema produce con certezza comportamenti inspiegabili, perché due sistemi decidono sullo stesso dispositivo senza sapere l'uno dell'altro. L'ecosistema fa da interfaccia; la logica sta da una parte sola.

Più ecosistemi sulla stessa casa

È il caso di quasi tutte le famiglie: un telefono Apple e uno Android, un televisore Samsung e un altoparlante Amazon. Fino a Matter, ogni dispositivo apparteneva a un'app sola e il resto della casa non lo vedeva. Matter ha previsto fin dalla prima versione il multi-admin: lo stesso dispositivo può essere aggiunto a più ecosistemi contemporaneamente. In pratica si aggiunge il dispositivo al primo ecosistema, poi dall'app di quello si genera un codice di abbinamento e lo si inserisce nella seconda app; il dispositivo entra in entrambe le fabric — così Matter chiama l'insieme dei dispositivi amministrati da un ecosistema — e ciascuna lo comanda per conto suo.

Funziona, con tre limiti da conoscere. Ogni ecosistema tiene una copia propria di nome, stanza e automazioni: rinominare la lampada in Apple Casa non la rinomina in Google Home. Il numero di fabric che un dispositivo accetta è limitato, in genere a cinque. E gli ecosistemi non si parlano fra loro: una scena creata in uno non esiste nell'altro. Matter 1.6, di giugno 2026, ha introdotto il Joint Fabric, che permette a più ecosistemi di amministrare insieme un'unica fabric invece di tenerne una ciascuno; a ottobre 2026 è una specifica pubblicata, e per quanto risulta nessuno dei grandi ecosistemi l'ha ancora attivata nei prodotti in commercio.

Gli hub nascosti dentro altri apparecchi

La pagina Protocolli dice che per usare dispositivi Thread serve in casa un border router, e che spesso è già dentro qualcosa che si possiede. Questo è l'inventario, ricavato dalle schede dei produttori a ottobre 2026. Non è una funzione che si vede: nessuno di questi apparecchi lo dichiara sulla confezione.

  • Altoparlanti e schermi — HomePod mini e HomePod 2ª generazione; Nest Hub 2ª generazione, Nest Hub Max, l'altoparlante Google Home del 2026; Echo 4ª generazione, Echo Dot Max, Echo Hub, gli Echo Show recenti, Echo Studio.
  • Decoder e televisori — Apple TV 4K nel modello con rete cablata; Google TV Streamer; parte dei televisori Samsung recenti.
  • Router Wi-Fi — Nest Wifi Pro; i router eero dalla serie 6 in poi. È il caso meno intuitivo: chi cambia operatore e riceve un eero ha in casa un border router Thread senza saperlo.
  • Hub dedicati — Homey Pro e Pro mini; gli hub SmartThings di Aeotec e la Station.

Avere più border router di marche diverse non è un vantaggio automatico: fino a Thread 1.3 ognuno poteva creare una rete Thread propria, e due reti parallele che non si vedono sono state per anni la causa più comune di dispositivi «spariti». Thread 1.4 standardizza l'unione dei border router nuovi alla rete già presente, ma il supporto arriva ecosistema per ecosistema, con tempi diversi: prima di aggiungere un secondo border router conviene verificare che l'app del primo lo riconosca come parte della stessa rete.

Cambiare ecosistema

È il criterio del costo di uscita applicato. Ciò che si porta via sono i dispositivi, a condizione che parlino uno standard: un dispositivo Matter si aggiunge al nuovo ecosistema con il multi-admin o si azzera e si abbina da capo; un dispositivo Zigbee o Z-Wave si abbina al nuovo hub, che deve avere quella radio; un dispositivo che parla solo con il cloud del suo produttore dipende dal fatto che il nuovo ecosistema abbia un'integrazione con quel produttore, e in caso contrario resta fuori.

Ciò che si perde sono le automazioni, i nomi, le stanze e la storia: nessuno dei quattro grandi ecosistemi esporta le automazioni in un formato che un altro possa leggere, quindi si riscrivono una per una. È per questo che il numero di automazioni, non il numero di dispositivi, misura quanto si è legati a un ecosistema. Tre accorgimenti riducono il costo prima che serva: tenere un inventario scritto dei dispositivi con il protocollo di ciascuno; preferire, a parità di prodotto, quello che parla uno standard; e scrivere le automazioni in un posto solo — la regola della sezione precedente — perché saranno quelle da rifare.

Apple verificato ad agosto 2026; tutto il resto a ottobre 2026. I modelli di hardware e le funzioni citate cambiano a ogni generazione: prima di acquistare, controllare la scheda del singolo modello sul sito del produttore. Vale in particolare per la presenza di Thread, che distingue apparecchi con lo stesso nome commerciale.

Risorse di questa sezione

premi Ctrl+K (o /) per cercare, Esc per azzerare

6 voci

  • Amazon Alexa

    Ecosistema Base IT

    L'ecosistema di Amazon. Quasi tutti gli Echo sono controller Matter e molti anche border router Thread, come i router eero. Le routine vengono eseguite sui server Amazon.

  • Apple Casa (HomeKit)

    Ecosistema Base IT

    L'ecosistema di Apple. Esegue le automazioni in casa su un HomePod o una Apple TV che fanno da hub; solo alcuni modelli sono border router Thread. Senza hub la casa si comanda solo da vicino.

  • Google Home

    Ecosistema Base IT

    L'ecosistema di Google. Nest Hub, Nest Wifi Pro e Google TV Streamer fanno da hub Matter e border router Thread; comando locale dei dispositivi Matter, automazioni sui server Google.

  • Homey (Athom)

    Ecosistema Base IT

    Hub dedicato che riunisce quasi tutte le radio domotiche. Solo Homey Pro e Pro mini eseguono in casa: Homey Cloud gira sui server del produttore. Dal 2024 l'80% di Athom è di LG.

  • Hubitat Elevation

    Ecosistema Base IT

    Hub dedicato statunitense che esegue le automazioni in casa, senza cloud obbligatorio. Il modello attuale C-8 Pro ha radio Zigbee 3.0 e Z-Wave serie 800 e supporta Matter. In inglese.

  • SmartThings (Samsung)

    Ecosistema Base IT

    L'ecosistema di Samsung. Gli hub Aeotec e la Station eseguono in locale le routine fatte solo di dispositivi collegati direttamente; il resto passa dal cloud. L'Hub 2 ha rinunciato a Z-Wave.

«Guida alla domotica moderna» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

◀ Torna al sito di io Digitale