Protocolli
La lingua con cui i dispositivi si parlano. Quale scegliere dipende dal contesto, non da quale va di moda.
Un protocollo è l'insieme di regole con cui due dispositivi si scambiano informazioni. Sono regole a due livelli: da un lato su cosa viaggiano i messaggi — una certa frequenza radio, oppure un cavo — e dall'altro come sono fatti i messaggi, cioè in che forma si dice «accendi», «sono al 40%», «la batteria è quasi scarica».
La prima cosa da mettere in chiaro è che non esiste un protocollo migliore in assoluto. Esistono protocolli adatti a una situazione e sbagliati per un'altra, e praticamente ogni impianto reale ne usa tre o quattro contemporaneamente senza che questo sia un difetto.
Le quattro famiglie
Prima dei nomi conviene avere presenti le categorie, perché confrontare fra loro protocolli di famiglie diverse non ha senso.
- Radio a basso consumo — Zigbee, Z-Wave, Thread. Trasmettono poco e raramente, così un sensore a batteria dura anni. È la scelta normale per sensori e comandi che non si possono collegare alla corrente.
- Bus cablati — KNX, OpenWebNet (il sistema delle case BTicino), DALI per l'illuminazione. Massima affidabilità e durata, al prezzo di dover posare i cavi.
- Reti IP — il Wi-Fi e l'Ethernet che già usate per computer e telefoni. Portano molti dati, quindi vanno bene per telecamere e pannelli, ma consumano troppo per un dispositivo a batteria.
- Strati applicativi — Matter, MQTT. Non trasportano nulla per conto proprio: si appoggiano a una delle reti precedenti e definiscono come si dicono le cose, in modo che apparecchi diversi si capiscano.
Matter e Thread: l'equivoco più frequente
Sono due nomi che compaiono sempre insieme sulle confezioni e vengono presi per sinonimi. Non lo sono, e la differenza si spiega con un'immagine.
Thread è la strada: una rete radio a basso consumo che porta i messaggi da un punto all'altro. Sta nella stessa famiglia di Zigbee e Z-Wave e ne prende il posto. Matter è la lingua scritta sul foglio che viaggia su quella strada: stabilisce come descrivere una lampadina, una serratura o un termostato, in modo che l'app di Apple, quella di Google e quella di Amazon capiscano tutte lo stesso dispositivo senza bisogno di accordi fra le aziende.
Da qui due conseguenze pratiche. Primo: Matter non viaggia solo su Thread, ma anche su Wi-Fi e su Ethernet — un dispositivo Matter può quindi non avere nulla a che fare con Thread. Secondo: esistono dispositivi Thread che non parlano Matter. Vedere i due loghi sulla scatola non è ridondanza, e vederne uno solo non è un errore di stampa.
Per usare dispositivi Thread serve in casa almeno un border router: un apparecchio collegato alla rete normale che fa da porta d'ingresso verso la rete Thread. Spesso è già dentro qualcosa che si possiede — un altoparlante intelligente, un decoder, un hub — senza che sia scritto da nessuna parte.
Le date che contano oggi
Questa parte è la più deperibile dell'intera guida ed è verificata ad agosto 2026.
- Matter 1.6, pubblicata il 17 giugno 2026. Introduce la messa in servizio tramite NFC — cioè avvicinando il telefono al dispositivo — che funziona anche quando l'apparecchio non è ancora alimentato; il Joint Fabric, che permette a più ecosistemi di condividere la stessa rete di dispositivi; e il profilo Product Security 1.1, allineato alle scadenze del regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti digitali.
- Matter 1.5, di dicembre 2025, è quella che ha aperto lo standard a telecamere, videocitofoni, intercom e chiusure: fino a quel momento erano proprio le categorie che restavano fuori. La 1.5.1, del 31 marzo 2026, è una manutenzione concentrata sul video (più flussi contemporanei, formato HEIC, streaming HLS/DASH via CMAF, comando di brandeggio e zoom).
- Thread 1.4. Dal 1° gennaio 2026 i nuovi border router possono essere certificati solo in questa versione. Il punto importante è che la 1.4 standardizza lo scambio delle credenziali di rete: i border router nuovi si uniscono alla rete Thread già presente in casa invece di crearne una parallela. Le reti parallele che non si vedevano fra loro sono state per anni la causa più comune di dispositivi «spariti» senza motivo apparente.
La versione dello standard non è la versione che avete in casa
Vale la pena tornare sull'avvertimento della pagina iniziale, perché è qui che fa più danno.
Fra la pubblicazione di una specifica e la sua comparsa nell'app che usate davvero passa tempo, e il ritardo non è uguale per tutti. SmartThings ha adottato la 1.5 in tempi rapidi; altre piattaforme sono rimaste su versioni precedenti; e in Google Home alcune funzioni presenti fin dalla primissima versione di Matter non sono mai state rese disponibili agli utenti.
Perciò, prima di comprare: non chiedetevi «questo dispositivo è Matter?», ma «la funzione che mi interessa è disponibile nell'app che userò?». Sono due domande diverse e solo la seconda ha conseguenze pratiche.
Risorse di questa sezione
15 voci
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Aliro
Protocollo Avanzato
Standard per aprire serrature e varchi con telefono o smartwatch, avvicinandoli o anche solo tenendoli in tasca. Nato per far parlare marche diverse fra loro.
documentazione verificata il 03/08/2026
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Bluetooth Low Energy
Protocollo Intermedio
La versione a basso consumo del Bluetooth. In domotica serve ad abbinare i dispositivi Matter, per i sensori a bottone e per capire chi è in casa dal telefono.
documentazione verificata il 03/08/2026
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DALI-2 e D4i
Protocollo Avanzato
Bus dedicato solo all'illuminazione professionale. DALI-2 certifica anche i comandi, D4i aggiunge la diagnostica degli alimentatori delle lampade.
documentazione verificata il 03/08/2026
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EnOcean
Protocollo Avanzato
Interruttori e sensori senza batteria: ricavano l'energia dalla pressione del dito o dalla luce ambientale. Scelta tipica dove non arriva un cavo.
documentazione verificata il 03/08/2026
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HAP (HomeKit Accessory Protocol)
Protocollo Intermedio
Il linguaggio con cui gli accessori parlano ad Apple Casa. Resta rilevante accanto a Matter per tutto il parco di dispositivi già installato.
documentazione verificata il 03/08/2026
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KNX
Protocollo Avanzato IT
Standard a bus per l'automazione degli edifici, indipendente dal produttore: marche diverse convivono sullo stesso impianto. Si progetta e si mette in servizio con il software ETS.
documentazione verificata il 03/08/2026
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Matter
Protocollo Base
Standard che fa capire lo stesso dispositivo ad app di marche diverse. Non è una rete: viaggia su Thread, Wi-Fi ed Ethernet, e si abbina di solito via Bluetooth.
documentazione codice verificata il 03/08/2026
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Modbus
Protocollo Avanzato
Protocollo industriale del 1979, ancora la via più diretta per leggere i dati di inverter fotovoltaici, contatori di energia e pompe di calore.
documentazione verificata il 03/08/2026
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MQTT
Protocollo Intermedio
Sistema di scambio messaggi in cui chi produce un dato lo pubblica e chi lo vuole si iscrive. Non è un protocollo domotico, ma è il collante fra quasi tutti i ponti software.
documentazione verificata il 03/08/2026
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OpenTherm
Protocollo Avanzato
Collegamento a due fili fra termostato e caldaia che permette di modulare la fiamma con continuità, invece del semplice acceso e spento.
documentazione verificata il 03/08/2026
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OpenWebNet / SCS
Protocollo Avanzato IT
Il linguaggio degli impianti BTicino MyHOME, sul bus a due fili SCS. Conoscerlo è di fatto obbligatorio per intervenire sul parco installato italiano.
documentazione verificata il 03/08/2026
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Thread
Protocollo Intermedio
Rete radio a maglia e a basso consumo, pensata per i dispositivi a batteria. È la strada su cui viaggia buona parte del traffico Matter; richiede un border router in casa.
documentazione codice verificata il 03/08/2026
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Wi-Fi HaLow (802.11ah)
Protocollo Avanzato
Wi-Fi sotto il gigahertz per lunghe distanze e consumi bassi: interessante per giardini e capannoni. Ancora pochissimi dispositivi in commercio.
documentazione verificata il 03/08/2026
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Z-Wave
Protocollo Intermedio
Radio a maglia sotto il gigahertz: banda meno affollata del 2,4 GHz e muri attraversati meglio, quindi più portata. Dispositivi più cari e meno numerosi.
documentazione verificata il 03/08/2026
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Zigbee
Protocollo Base
La radio a maglia più diffusa e più economica, con un parco dispositivi enorme. Non parla la lingua di internet: serve sempre una chiavetta che faccia da traduttore.
documentazione verificata il 03/08/2026
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