Piattaforme e firmware

«Guida alla domotica moderna» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

Il software che fa da centro dell'impianto, e i programmi alternativi che liberano i singoli dispositivi dal cloud del produttore.

In questa pagina convivono due cose che vengono spesso confuse, e conviene distinguerle subito perché operano a livelli diversi.

Una piattaforma è il programma che fa da centro: raccoglie tutti i dispositivi, comunque siano collegati, esegue le automazioni e mostra l'interfaccia. Gira su un computer in casa — spesso un apparecchio piccolo e silenzioso lasciato acceso — ed è quello che nella pagina Architettura abbiamo chiamato centralina.

Un firmware è invece il programma che sta dentro un singolo apparecchio: quello scritto dal produttore, che parte quando gli si dà corrente e decide come quel dispositivo si comporta. Su molti dispositivi economici è possibile sostituirlo con un firmware alternativo scritto dalla comunità, e il motivo per cui lo si fa è quasi sempre uno solo: togliere l'apparecchio dal cloud del produttore e farlo parlare direttamente con la centralina di casa.

Che cosa guardare quando si sceglie una piattaforma

  • Dove vengono prese le decisioni. Tutto in casa, tutto sul computer del fornitore, o un misto? È il punto che determina cosa continua a funzionare quando internet non c'è.
  • Chi comanda sul progetto. Un programma libero mantenuto da una fondazione e uno mantenuto da una singola azienda hanno traiettorie diverse quando cambiano le convenienze commerciali.
  • Quanto è estendibile. Se comprate un dispositivo che la piattaforma non conosce, potete aggiungerlo voi (o qualcuno della comunità) oppure dovete aspettare che lo faccia il fornitore?
  • Quanto costa andarsene. I dati storici si possono esportare? Le automazioni scritte sono riscrivibili altrove con uno sforzo ragionevole? È la misura concreta di quel lock-in — la dipendenza da un fornitore — di cui si parla tanto in astratto.

Come stanno oggi i progetti principali

Home Assistant è il centro di controllo aperto più diffuso: funziona interamente in casa, conosce oltre duemila tipi di dispositivo e pubblica una nuova versione ogni mese — la serie corrente è la 2026.7. Due nomi che ricorrono e che vale la pena saper collocare: la Open Home Foundation è la fondazione senza scopo di lucro che dal 2024 possiede il progetto e ne garantisce l'indipendenza; Nabu Casa è l'azienda che offre, a pagamento e in modo del tutto facoltativo, l'accesso da fuori casa e alcuni servizi vocali. Si può usare Home Assistant per anni senza mai attivarli.

Sul versante Zigbee, Zigbee2MQTT — arrivato alla serie 2.12.x — è il programma che prende i dispositivi Zigbee di qualunque marca e li rende utilizzabili da qualunque piattaforma, scavalcando il gateway del produttore. Per Z-Wave il ruolo equivalente è coperto da una coppia: Z-Wave JS è il motore vero e proprio, Z-Wave JS UI è l'interfaccia con cui lo si gestisce. Chi legge «servono entrambi» non sta leggendo un doppione: uno è il componente che opera, l'altro è l'interfaccia di gestione.

Gli ecosistemi commerciali: il punto di partenza reale

Fin qui abbiamo parlato di piattaforme aperte, ma quasi nessuno comincia da lì. Si comincia con un telefono che si possiede già, due lampadine e l'app che c'era nella scatola: Apple Casa, Google Home, Amazon Alexa o SmartThings. Ignorarli sarebbe come scrivere una guida alla fotografia dando per scontato che nessuno abbia uno smartphone.

Vanno valutati con gli stessi criteri di prima, con una domanda in più che li riguarda tutti: che cosa succede se un giorno voglio aggiungere una centralina locale — devo buttare quello che ho? La risposta, quasi sempre, è no: si può convivere, ed è la situazione più comune.

Apple Casa — HomeKit

È l'ecosistema con la caratteristica che più interessa a chi ha letto le pagine precedenti: le automazioni vengono eseguite in casa, da un apparecchio Apple che fa da hub, e continuano a funzionare anche senza collegamento a internet. Fra i grandi ecosistemi commerciali è l'unico che lo fa in modo predefinito, e la guida che sostiene il controllo locale non può tacerlo.

La contropartita storica era il numero ristretto di dispositivi certificati; con l'arrivo di Matter il divario si è molto ridotto. Restano più severi i requisiti di certificazione, il che va letto in due modi: meno scelta, ma meno sorprese.

Serve un hub, e non è un accessorio facoltativo: senza, le automazioni non partono quando si è fuori casa e gli accessori non sono raggiungibili da remoto. Gli apparecchi che possono fare da hub, con le differenze che contano:

  • HomePod mini — hub completo e border router Thread. È l'ingresso più economico, e il fatto che porti Thread lo rende spesso la scelta migliore anche per chi non lo userà mai per la musica.
  • HomePod (2ª generazione) — hub e border router Thread, con in più sensori di temperatura e umidità utilizzabili nelle automazioni.
  • HomePod (1ª generazione, 2018) — fa da hub ma non ha Thread: con dispositivi Thread serve comunque un altro apparecchio.
  • Apple TV 4K — hub, e border router Thread nelle generazioni recenti. Attenzione a una differenza che sfugge: nel modello del 2022 il Thread è presente solo nella versione con più memoria, quella con la porta di rete; la versione solo Wi-Fi ne è priva.
  • Apple TV HD — fa ancora da hub, senza Thread.
  • iPad — è stato a lungo utilizzabile come hub, ma Apple ha ritirato quella possibilità: se una guida vecchia lo consiglia, è superata.

La differenza fra i modelli di Apple TV è il punto in cui si sbaglia acquisto più spesso: due apparecchi con lo stesso nome, prezzo vicino, e uno dei due non è un border router Thread. Chi compra il modello senza rete cablata pensando di avere anche Thread scopre il problema quando i sensori a batteria non si collegano. Verificare la scheda tecnica del singolo modello, non la riga del nome.

Il resto dell'hardware Apple non fa da hub ma entra comunque nell'impianto, ciascuno con un ruolo diverso — e vale la pena distinguerli, perché «funziona con HomeKit» viene usato per cose molto differenti fra loro.

  • iPhone e iPad — l'interfaccia principale, e insieme una sorgente: la posizione del telefono fa scattare le automazioni di arrivo e di uscita, quelle che nella pagina Fondamenti abbiamo classificato fra «le persone» pur non richiedendo alcun gesto.
  • Apple Watch — comando dal polso, utile proprio perché è addosso: è l'interfaccia che resta disponibile quando il telefono è in un'altra stanza. Può contribuire anche al rilevamento della presenza.
  • Mac — mostra e comanda la casa come gli altri, ma non fa da hub.
  • Apple TV — oltre al ruolo di hub, mostra le telecamere sul televisore, che è il modo più comodo di guardare un videocitofono mentre si è sul divano.

Gli AirPods meritano un chiarimento perché generano un equivoco frequente: non sono accessori HomeKit e non compaiono nella casa come dispositivi. Sono però un'interfaccia — nel senso preciso dello strato 5 descritto in Architettura — perché permettono di comandare la casa a voce senza toccare nulla e di ricevere gli annunci.

  • I modelli che riconoscono la richiesta vocale senza dover toccare l'auricolare consentono di comandare gli accessori mentre si hanno le mani occupate. I primi AirPods richiedevano invece un tocco: la differenza è pratica, non di dettaglio.
  • I modelli più recenti aggiungono la possibilità di rispondere agli annunci con un cenno del capo, utile quando la casa chiede una conferma.
  • AirPods Max e AirPods Pro si comportano, da questo punto di vista, come gli altri modelli con richiamo vocale a mani libere.

Il punto da ricordare è che questa integrazione passa sempre dall'assistente vocale e dal telefono: gli AirPods non aggiungono nulla all'impianto, aggiungono un modo di comandarlo. Se il telefono non è raggiungibile, non funziona.

Google Home, Amazon Alexa, SmartThings

Gli altri tre si somigliano su un punto decisivo e diverso da Apple: la logica sta prevalentemente sui loro computer. Sono più aperti nel numero di dispositivi accettati e più deboli quando cade la linea. SmartThings fa parzialmente eccezione, perché i suoi hub eseguono in locale una parte delle automazioni ed è stato fra i più rapidi ad adottare le versioni recenti di Matter.

Per tutti e tre vale l'avvertenza della pagina Sicurezza e norme: la domanda non è se siano buoni prodotti — lo sono — ma che cosa smette di funzionare il giorno in cui il servizio cambia condizioni o chiude.

Convivere: ecosistema commerciale e centralina locale insieme

È la configurazione più diffusa fra chi si appassiona, ed evita di buttare via quanto già comprato. Lo schema ricorrente è questo: la centralina locale tiene i dispositivi e le automazioni, e espone alcuni accessori verso l'ecosistema, che resta per il comando vocale e per le app di famiglia.

Chi lo fa verso Apple usa in genere Homebridge — che fa apparire in Apple Casa dispositivi non certificati — oppure l'esposizione diretta che alcune piattaforme offrono. Ne discendono due vantaggi: le automazioni restano dove si scrivono meglio, e ogni persona in casa continua a usare l'app che già conosce.

Un avvertimento su questa convivenza: le automazioni vanno scritte in un posto solo. Averne alcune nella centralina e altre nell'app dell'ecosistema è la ricetta sicura per comportamenti inspiegabili, perché due sistemi decidono sullo stesso dispositivo senza sapere l'uno dell'altro. L'ecosistema fa da interfaccia; la logica sta da una parte sola.

Verificato ad agosto 2026. I modelli di hardware e le funzioni citate cambiano a ogni generazione: prima di acquistare, controllare la scheda del singolo modello sul sito del produttore. Vale in particolare per la presenza di Thread, che distingue apparecchi con lo stesso nome commerciale.

Sostituire il firmware: quando conviene e cosa si rischia

Moltissimi dispositivi Wi-Fi economici sono costruiti attorno a un microcontrollore della famiglia ESP, e per quelli esistono due firmware alternativi molto maturi: ESPHome, che si configura scrivendo un file di poche righe e si integra in modo naturale con Home Assistant, e Tasmota, più orientato a funzionare da solo con un'interfaccia web propria.

C'è però una fetta importante di prodotti — quelli venduti sotto decine di marchi diversi ma costruiti sulla piattaforma Tuya — che negli ultimi anni ha smesso di montare chip ESP e usa invece componenti di altri fornitori: Beken, Bouffalo, WinnerMicro, Realtek. Su quell'hardware ESPHome e Tasmota non si possono installare, e la risposta della comunità si chiama OpenBeken.

Sostituire il firmware fa decadere la garanzia, e su alcuni modelli richiede di aprire il dispositivo e collegare fisicamente dei contatti. Se qualcosa va storto l'apparecchio può diventare inutilizzabile.

Non è un passaggio obbligatorio: è una scelta che ha senso quando si vuole eliminare la dipendenza dal cloud su dispositivi che si possiedono già. Su un impianto nuovo, comprare direttamente prodotti con comando locale documentato costa poco di più e non comporta nessuno di questi rischi.

Risorse di questa sezione

premi Ctrl+K (o /) per cercare, Esc per azzerare

19 voci

  • Domoticz

    Piattaforma Intermedio

    Centralina leggera e longeva, adatta a hardware modesto. Interfaccia datata rispetto alle alternative, ma consumi di risorse minimi.

  • ESPHome

    Firmware Intermedio

    Trasforma una scheda da pochi euro in un sensore su misura: si scrive un file di poche righe, non un programma. Il dispositivo compare da solo in Home Assistant.

  • Frigate

    Piattaforma Avanzato

    Registra le telecamere e riconosce cosa inquadrano — persona, auto, animale — senza mandare le immagini fuori casa. Riduce moltissimo i falsi allarmi.

  • go2rtc

    Piattaforma Avanzato

    Fa da traduttore fra i diversi formati con cui le telecamere trasmettono il video. Serve a togliere i ritardi di qualche secondo nella visualizzazione dal vivo.

  • HACS

    Piattaforma Intermedio

    Il negozio delle estensioni scritte dalla comunità per Home Assistant: integrazioni e schede non ufficiali, installabili e aggiornabili dall'interfaccia.

  • Home Assistant

    Piattaforma Base IT

    Il centro di controllo domotico aperto più diffuso: riconosce oltre duemila tipi di dispositivo e funziona interamente in casa. Fondazione Open Home, servizi cloud facoltativi.

  • Homebridge

    Piattaforma Intermedio

    Fa comparire in Apple Casa dispositivi che di per sé non sono compatibili, grazie a estensioni scritte dalla comunità.

  • ioBroker

    Piattaforma Avanzato

    Piattaforma aperta tedesca che aggiunge i dispositivi tramite piccoli moduli detti adattatori. Molto diffusa nei paesi di lingua tedesca, meno altrove.

  • Music Assistant

    Piattaforma Intermedio

    Riunisce musica locale e servizi in streaming in un'unica libreria e la manda a diffusori di marche diverse, anche in stanze diverse.

  • Node-RED

    Piattaforma Intermedio

    Si programmano le automazioni collegando blocchi con dei fili, invece di scriverle. Usato accanto a Home Assistant quando le regole diventano molto articolate.

  • OpenBeken

    Firmware Avanzato

    Firmware libero per i dispositivi Tuya che non montano un chip ESP, dove Tasmota ed ESPHome non si possono installare. Serve a toglierli dal cloud.

  • openHAB

    Piattaforma Avanzato IT

    Piattaforma open source scritta in Java, con fondazione tedesca alle spalle. Più rigida di Home Assistant nella modellazione, molto stabile nel tempo.

  • Scrypted

    Piattaforma Avanzato

    Porta telecamere di marche diverse dentro HomeKit, Google Home e Alexa, convertendo il video al volo per farlo apparire quasi senza ritardo.

  • Tasmota

    Firmware Intermedio

    Sostituisce il programma interno dei dispositivi Wi-Fi economici, tagliando la dipendenza dal cloud del produttore. Funziona anche da solo, con una sua pagina web.

  • Valetudo

    Firmware Avanzato

    Toglie l'aspirapolvere robot dal cloud del produttore e lo fa comandare dalla rete di casa. Richiede di intervenire sul dispositivo e ne fa decadere la garanzia.

  • WLED

    Firmware Base

    Firmware per le strisce LED indirizzabili pilotate da una scheda ESP, con effetti e pagina web di comando. Ottimo punto di ingresso al fai-da-te.

  • Z-Wave JS

    Piattaforma Avanzato

    Il motore che fa funzionare Z-Wave dentro altri programmi: lo usano Home Assistant e Z-Wave JS UI. Da solo non si installa e non ha interfaccia.

  • Z-Wave JS UI

    Piattaforma Intermedio

    Il cruscotto con cui si gestisce una rete Z-Wave, costruito sul motore Z-Wave JS. È l'equivalente di Zigbee2MQTT per il mondo Z-Wave.

  • Zigbee2MQTT

    Piattaforma Intermedio

    Prende i dispositivi Zigbee di qualunque marca e li rende utilizzabili da qualsiasi piattaforma, scavalcando il gateway del produttore e il suo cloud.

«Guida alla domotica moderna» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

◀ Torna al sito di io Digitale