Come si fa, oggi

«Clonare il disco di avvio del Mac» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

Sei procedure che funzionano, ciascuna con il suo scopo, e la verifica finale senza la quale nessuna delle sei vale niente.

Dopo l'analisi, la pratica. Qui stanno le procedure che su un Mac di oggi funzionano davvero, ognuna con l'indicazione di a che cosa serve e di quando non serve. Sono in ordine di utilità: la prima è quella che riguarda quasi tutti, l'ultima quella che riguarda quasi nessuno.

Le procedure che seguono cancellano dischi. Prima di eseguirne una, controllare due volte quale disco si sta indicando come destinazione: nomi simili e volumi che compaiono e scompaiono hanno prodotto molte cancellazioni accidentali, e nessuna di queste operazioni chiede conferma una seconda volta.

1. Copiare i dati — la cosa che serve a tutti

A che serve. A non perdere il proprio lavoro. È il novanta per cento del valore di qualunque strategia, e oggi si fa meglio di quindici anni fa.

Come. Con Carbon Copy Cloner o SuperDuper!, impostando come origine il volume dati e non il disco intero. Il programma copia solo le differenze rispetto alla volta precedente, quindi dopo la prima passata bastano pochi minuti; tenere attive le istantanee dà anche la possibilità di tornare a uno stato precedente.

Che cosa non ottenete. Un disco avviabile. E va bene così: quel disco, oggi, non risolverebbe comunque il guasto per cui lo si preparava.

2. Time Machine — il complemento, non l'alternativa

A che serve. A recuperare la versione di ieri di un documento che oggi è rovinato, e a rimettere in piedi una macchina dopo una reinstallazione. È l'unico strumento dell'elenco che conserva il passato.

Come. Si attiva in Impostazioni di Sistema, si indica un disco e si dimentica. Su un disco esterno APFS lavora per istantanee, quindi è rapido e occupa poco.

Che cosa non ottenete. Un disco avviabile, mai. Il ripristino passa dall'Assistente Migrazione su un sistema appena installato.

3. Un disco esterno avviabile — installandoci macOS

A che serve. Ad avere un sistema di lavoro pulito da cui partire quando quello interno è danneggiato: per accedere ai propri dati, per fare diagnosi, per lavorare mentre si aspetta un pezzo di ricambio. È il sostituto onesto della vecchia copia avviabile.

Come. Non si clona: si installa. Si scarica l'installatore di macOS dall'App Store, si collega un'unità a stato solido esterna formattata APFS, e si sceglie quella come destinazione. Durante l'installazione il sistema chiede di creare un utente: è quello che diventerà il proprietario del volume, e senza quel passaggio il disco non sarà autorizzato ad avviare.

  • Serve un'unità a stato solido: su un disco meccanico macOS si avvia, ma con tempi che rendono l'operazione inutile.
  • Su Mac con chip T2 va prima abilitato l'avvio da supporti esterni in Utility Sicurezza Avvio.
  • Su Apple Silicon il collegamento Thunderbolt dà risultati più affidabili dell'USB per un disco di avvio.
  • Il disco va autorizzato su ogni macchina che dovrà avviarlo.

Che cosa non ottenete. I vostri programmi e le vostre impostazioni: è un sistema nuovo. Se servono anche quelli, si aggiunge un passaggio di Assistente Migrazione dopo il primo avvio.

4. Utility Disco → Ripristina — la copia a blocchi senza Terminale

A che serve. A duplicare un volume esattamente com'è: un disco dati, una chiavetta di installazione, il volume di un Mac più vecchio. Sotto lavora lo strumento di ripristino di Apple.

Come. In Utility Disco si seleziona il volume di destinazione, si sceglie Ripristina dal menu Modifica e si indica l'origine. Attenzione all'ordine, che è controintuitivo: si parte da dove i dati devono arrivare.

Che cosa non ottenete. Una copia incrementale: la destinazione viene cancellata ogni volta. E su un gruppo di volumi macOS moderno il risultato non è affidabile come lo era su HFS+.

5. asr da Terminale — quando serve il controllo fine

A che serve. Alle stesse cose del punto precedente, con la possibilità di vedere che cosa sta succedendo, di scriverne una procedura ripetibile e di lavorare su macchine senza schermo.

Come. Il comando lavora fra due volumi o fra un'immagine e un volume, e va lanciato con i permessi di amministratore. Due avvertenze prima di provarci:

  • La cancellazione della destinazione è obbligatoria: la copia a livello di file non è più ammessa, quindi non esiste modo di aggiungere a un volume esistente.
  • Su Apple Silicon i risultati con i volumi di sistema sono incostanti, e lo dichiarano gli stessi autori dei programmi di clonazione. Se l'obiettivo è un disco avviabile, il punto 3 è più affidabile.

Che cosa non ottenete. Una scorciatoia: se la procedura del punto 3 non vi va bene, difficilmente questa vi darà un risultato migliore.

6. Un'immagine disco — per conservare, non per lavorare

A che serve. A mettere un disco intero dentro un file: il contenuto di una chiavetta storica, un volume da archiviare prima di riformattarlo, il disco di una macchina che si sta per dismettere.

Come. Con Utility Disco (File → Nuova immagine → Immagine da…) oppure con il comando hdiutil, che permette di comprimere e di verificare il risultato. L'immagine si monta con un doppio clic e si conserva come qualunque altro file, quindi entra nel normale giro dei backup.

Che cosa non ottenete. Qualcosa da cui avviarsi direttamente. È un contenitore d'archivio, e per un disco moderno è anche parecchio grande.

7. Sostituire il disco interno — il caso in cui clonare funziona ancora

A che serve. A travasare un Mac dal suo disco a uno nuovo, più grande o più veloce. È l'unica situazione in cui la clonazione avviabile vera resta pienamente sensata — e vale la pena dirlo, perché chi legge le pagine precedenti rischia di concludere che non serva più a niente.

Su quali Mac si pone. Su quelli in cui l'archiviazione interna si può sostituire: i Mac Intel fino al 2017 circa, e poco altro. Sui portatili Apple Silicon la memoria è saldata al processore e il caso non si presenta; sui pochi modelli da scrivania con moduli estraibili il modulo è legato crittograficamente alla macchina, quindi si può sostituire ma non trasportare da un Mac all'altro con i dati dentro.

Come. Dipende dal sistema, e lo spartiacque è netto:

  • Fino a macOS 10.15 Catalina — il clone avviabile tradizionale funziona come ha sempre funzionato: si copia il vecchio disco sul nuovo, si monta, si riparte.
  • Da macOS 11 Big Sur in poi — la strada consigliata è installare macOS sul disco nuovo e poi portarci i dati con l'Assistente Migrazione. In alternativa i programmi di clonazione offrono ancora una copia avviabile che passa dallo strumento di ripristino di Apple: gli stessi autori la indicano proprio per questo caso — una copia da usare subito, per migrare su un altro disco — e la sconsigliano per tutto il resto.

Che cosa non ottenete. Una strategia di backup. È una migrazione: si fa una volta, si verifica che il Mac riparta dal disco nuovo, e finisce lì.

La verifica — il passaggio che nessuno fa

Tutto quanto sopra vale zero se non si controlla il risultato, e il controllo è di due tipi diversi a seconda di che cosa si è prodotto.

Se avete fatto un disco avviabile

Si accende. Non c'è altro modo, e non ci sono scorciatoie attendibili: si riavvia il Mac tenendo premuto il tasto di accensione (o il tasto Opzione sui Mac Intel), si sceglie il disco esterno, e si aspetta di vedere la scrivania.

Se il disco non compare nell'elenco delle opzioni di avvio, non è avviabile su quella macchina — e nessuna prova successiva cambierà il risultato. Le cause tipiche, in ordine di frequenza: manca l'autorizzazione su quella macchina, l'avvio da supporti esterni è disabilitato, la versione di macOS è più vecchia di quella che quel modello richiede.

Se avete fatto una copia dei dati

Si aprono tre o quattro file veri, presi da posti diversi e possibilmente pesanti: una fotografia, un documento di lavoro, un archivio compresso. Un elenco di file con le dimensioni giuste non dice quasi nulla; un file che si apre lo dice quasi tutto.

La verifica va messa in calendario, non nelle buone intenzioni. Una volta ogni tre mesi è già molto meglio di mai, e le due prove qui sopra richiedono in tutto un quarto d'ora.

Il motivo per cui insistiamo: nella nostra esperienza, la stragrande maggioranza dei backup che si rivelano inservibili non si erano rotti nel frattempo. Non avevano mai funzionato, e nessuno se n'era accorto perché nessuno li aveva provati.

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14 voci

  • asr

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Apple Software Restore: replica un volume intero appoggiandosi alle funzioni native di APFS. È l'unico modo di riprodurre un volume di sistema col suo sigillo, e cancella sempre la destinazione.

  • Assistente Migrazione

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno IT

    Travasa account, documenti, programmi e impostazioni da un altro Mac, da un disco o da un backup Time Machine. È il passaggio che, dopo una reinstallazione, restituisce la macchina com'era.

  • bless

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Dichiara quali file di avvio un volume debba usare. Era il pezzo con cui i cloni diventavano avviabili; oggi la protezione dell'integrità e Apple Silicon gli hanno tolto quasi ogni potere.

  • Carbon Copy Cloner

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno

    Il programma di riferimento dal 2002. Oggi la copia avviabile è confluita nell'assistente di configurazione del disco di backup, e Bombich stesso la sconsiglia come strategia principale.

  • ChronoSync

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno

    Sincronizzazione e backup con regole molto configurabili. La funzione di copia avviabile è ancora presente ma su Apple Silicon il programma stesso avverte che potrebbe non risultare avviabile.

  • dd

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Copia grezza a blocchi, che non sa nulla di file system. Utile per conservare un disco piccolo com'è; su macOS moderno non produce niente di avviabile, e un refuso cancella il disco sbagliato.

  • diskutil

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    La versione da Terminale di Utility Disco, con parecchie funzioni in più: contenitori APFS, proprietari di un volume, istantanee. Serve per capire com'è fatto davvero un disco.

  • ditto

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Copia cartelle conservando i metadati che un semplice cp perderebbe. Nei primi anni di Mac OS X era obbligatorio per non rovinare i file; da Mac OS X 10.4 lo fa senza chiederglielo.

  • hdiutil

    Immagini disco Mac OS X macOS moderno

    Il comando di macOS per creare, montare, convertire e verificare le immagini disco. È lo strumento con cui si mette un disco intero dentro un file, comprimendolo, per conservarlo o farlo viaggiare.

  • Retrospect

    Copia e backup System 1–7 Mac OS 8–9 Mac OS X macOS moderno

    Nato in casa Dantz nel 1989 e ancora sviluppato dopo sei passaggi di proprietà: il backup che ha attraversato tutte le epoche del Mac. Non fa copie avviabili, e non è il suo mestiere.

  • rsync

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Copia solo le differenze fra due cartelle, anche via rete. Ottimo per i dati, da solo inadatto a produrre un disco avviabile; la versione inclusa in macOS è cambiata di recente.

  • SuperDuper!

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno

    Dal 2004, l'altro nome storico. La versione 4 è una riscrittura completa e richiede macOS 14 o successivo; il ramo Classic resta per i sistemi più vecchi.

  • Time Machine

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno IT

    Il backup incluso in macOS dal 2007. Non fa dischi avviabili e non ci ha mai provato: conserva le versioni precedenti dei file, che è esattamente ciò che un clone non fa.

  • Winclone

    Copia e backup macOS moderno

    Copia e ripristina la partizione Boot Camp di un Mac Intel. Serve solo lì: su Apple Silicon Boot Camp non esiste, e con l'abbandono dei Mac Intel la sua utilità ha una scadenza segnata.

«Clonare il disco di avvio del Mac» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

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