Mac OS X: gli anni in cui era facile

«Clonare il disco di avvio del Mac» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

Per quasi vent'anni la copia avviabile è stata una faccenda risolta, alla portata di chiunque. Vale la pena capire perché, perché è la stessa ragione per cui oggi non lo è più.

Mac OS X arriva nel 2001 e porta con sé un'eredità inattesa: sotto l'interfaccia c'è un sistema Unix, con la sua tradizione di strumenti che copiano file e la sua idea di permessi. Nei primi mesi questo produce più problemi che vantaggi — gli strumenti Unix non sapevano nulla dei fork di risorsa, e copiare una cartella di documenti Mac con il comando sbagliato li rovinava in silenzio.

Un Power Mac G4 con monitor Apple Cinema Display, computer professionale dei primi anni Duemila
Foto di Hannes Grobe, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons.

Chi lavorava allora ricorda il vocabolario di quei mesi: ditto, che con l'opzione giusta copiava conservando i fork, CpMac, che arrivava con gli strumenti di sviluppo, e le versioni adattate di rsync che ogni tanto qualcuno pubblicava perché quella standard mangiava i metadati. Erano soluzioni da riga di comando per un problema che riguardava tutti.

La faccenda si è chiusa nel 2005 con Mac OS X 10.4 Tiger, quando conservare i fork è diventato il comportamento predefinito di ditto e i comandi Unix di base sono stati adattati: da lì in avanti il problema è scomparso dalla vita quotidiana. Vale la pena saperlo perché le guide scritte nei tre anni precedenti sono piene di avvertimenti oggi superflui — un buon esempio di quanto invecchi in fretta la documentazione in questo campo.

Nascono i due programmi che definiranno l'epoca

Nel 2002 Mike Bombich, allora amministratore di sistemi Mac, pubblica Carbon Copy Cloner: un'interfaccia grafica sopra gli strumenti giusti, che fa quello che il nome promette. Si scaricava liberamente — chi voleva lasciava una donazione — e per anni è stato il programma che si consigliava a chiunque chiedesse come mettere al sicuro un Mac.

Nel gennaio 2004 Shirt Pocket — Dave Nanian al prodotto e al supporto, Bruce Lacey al motore di copia — pubblica SuperDuper!, che introduce l'idea destinata a diventare lo standard di fatto: lo Smart Update, cioè il confronto fra origine e copia per trasferire solo le differenze. La prima copia richiedeva ore, le successive minuti. È l'innovazione che ha reso la copia avviabile un'abitudine quotidiana anziché un'operazione del fine settimana.

Vale la pena notare che nessuno dei due era, tecnicamente, un duplicatore a blocchi. Copiavano i file — velocemente, conservando i metadati — e poi ricostruivano la parte di avvio con gli strumenti che il sistema metteva a disposizione, in particolare il comando bless.

È la ragione per cui potevano fare l'aggiornamento incrementale, cosa che una copia a blocchi non permette. Ed è anche, esattamente, la capacità che verrà loro tolta nel 2020: da quel momento la parte di avvio non è più ricostruibile, e con essa se ne va il modello che aveva funzionato per vent'anni.

Gli strumenti di Apple

Apple, dal canto suo, aveva già in casa il pezzo grosso: asr, cioè Apple Software Restore, il comando con cui l'azienda riversava il sistema sui Mac nuovi in fabbrica. Non copia i file: riproduce il volume nella sua struttura, ed è quindi una copia a blocchi con qualche accortezza in più. Chiunque abbia usato la funzione «Ripristina» di Utility Disco ha usato asr senza saperlo.

Accanto a questo, due strumenti che non producono cloni ma che vanno nominati perché occupano lo spazio che oggi la clonazione ha lasciato libero: Assistente Migrazione, dal 2005, che travasa account, documenti e programmi da un Mac all'altro; e Time Machine, dal 2007, che fa quello che un clone non fa — conservare le versioni precedenti.

FireWire, e la modalità disco di destinazione

Due cavi FireWire con i connettori a 4 e a 6 poli affiancati
Foto di Mikkel Paulson, Public Domain, via Wikimedia Commons.

Dal punto di vista pratico, però, la vera rivoluzione di quegli anni è un cavo. FireWire, sui Mac dal 1999, elimina in un colpo tutto il cerimoniale SCSI: niente numeri da impostare, niente terminatori, il disco si può collegare a macchina accesa e si alimenta dallo stesso cavo. Un disco esterno FireWire diventa un oggetto che si mette in borsa, si attacca a qualunque Mac e si avvia.

E c'è di più: la modalità disco di destinazione. Tenendo premuto il tasto T all'accensione, un Mac intero smette di essere un computer e si comporta come un disco esterno del Mac a cui è collegato. È la funzione che ha reso banali due operazioni che prima erano complicate — travasare un vecchio Mac in uno nuovo, e recuperare i dati da una macchina che non si avvia più ma il cui disco sta bene.

Su questa combinazione — un programma di clonazione e un cavo FireWire — si è retto per quindici anni il lavoro quotidiano di chiunque assistesse Mac. Il disco esterno con la copia avviabile era lo strumento base del mestiere: si attaccava alla macchina in panne, si partiva da lì, si lavorava.

Il passaggio a Intel, e la trappola delle partizioni

Nel 2006 i Mac passano dai processori PowerPC a quelli Intel, e con essi cambia il modo di descrivere le partizioni di un disco: dalla mappa delle partizioni Apple alla tabella GPT. Il cambiamento è invisibile finché non si prova a fare un disco di avvio, e allora produce una sorpresa che ha fatto perdere tempo a molti.

Un disco preparato per un Mac PowerPC si legge benissimo su un Mac Intel, e all'atto pratico spesso non lo avvia. La causa non è nei file ma nello schema delle partizioni, che si sceglie al momento della formattazione e non si cambia dopo senza cancellare tutto.

La regola dichiarata da Apple è che sui Mac Intel l'avvio è supportato ufficialmente solo da GPT — anche se alcuni modelli della prima ora se la cavavano lo stesso con lo schema vecchio, ed è per questo che i DVD di installazione «universali» di Tiger e Leopard erano preparati alla maniera PowerPC. Fidarsi dell'eccezione, per un disco di soccorso, non è mai stata una buona idea.

È il primo esempio moderno di una regola che tornerà spesso: un disco che si monta non è un disco che si avvia, e il fatto che il Finder lo mostri non dice nulla sulla sua avviabilità.

Per qualche anno i programmi di clonazione hanno gestito la faccenda mettendo l'avvertimento in prima pagina, e chi preparava dischi di soccorso per un parco macchine misto se ne teneva due.

Perché ha funzionato così bene

Guardando indietro, la ragione per cui la clonazione è stata facile in quegli anni si riassume in una frase: il sistema operativo era un insieme di file, e i file si copiano.

Tutto quello che serviva ad avviarsi era o un file, o qualcosa che il sistema stesso metteva a disposizione un comando per ricostruire. Non c'era nessuna verifica crittografica, nessun legame fra il disco e la macchina, nessuna autorizzazione da chiedere a qualcuno. Un volume con dentro i file giusti e i blocchi di avvio scritti bene era un volume avviabile, punto, su qualunque Mac in grado di far girare quella versione del sistema.

Quel modello era anche il motivo per cui un programma difettoso o un malware potevano sostituire pezzi del sistema operativo senza che nessuno se ne accorgesse. Le contromisure adottate a partire dal 2011 — la firma dei programmi, la protezione dell'integrità del sistema, il volume di sistema in sola lettura, infine il sigillo — hanno chiuso quella porta. Hanno anche chiuso, come effetto collaterale non voluto ma inevitabile, la porta da cui passava la clonazione.

Schede di questa sezione

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22 voci

  • asr

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Apple Software Restore: replica un volume intero appoggiandosi alle funzioni native di APFS. È l'unico modo di riprodurre un volume di sistema col suo sigillo, e cancella sempre la destinazione.

  • Assistente Migrazione

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno IT

    Travasa account, documenti, programmi e impostazioni da un altro Mac, da un disco o da un backup Time Machine. È il passaggio che, dopo una reinstallazione, restituisce la macchina com'era.

  • bless

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Dichiara quali file di avvio un volume debba usare. Era il pezzo con cui i cloni diventavano avviabili; oggi la protezione dell'integrità e Apple Silicon gli hanno tolto quasi ogni potere.

  • Carbon Copy Cloner

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno

    Il programma di riferimento dal 2002. Oggi la copia avviabile è confluita nell'assistente di configurazione del disco di backup, e Bombich stesso la sconsiglia come strategia principale.

  • ChronoSync

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno

    Sincronizzazione e backup con regole molto configurabili. La funzione di copia avviabile è ancora presente ma su Apple Silicon il programma stesso avverte che potrebbe non risultare avviabile.

  • dd

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Copia grezza a blocchi, che non sa nulla di file system. Utile per conservare un disco piccolo com'è; su macOS moderno non produce niente di avviabile, e un refuso cancella il disco sbagliato.

  • diskutil

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    La versione da Terminale di Utility Disco, con parecchie funzioni in più: contenitori APFS, proprietari di un volume, istantanee. Serve per capire com'è fatto davvero un disco.

  • DiskWarrior

    Utility di disco Mac OS 8–9 Mac OS X Dormiente

    Ricostruiva da zero l'indice di un volume danneggiato, e ha salvato una quantità di dati difficile da stimare. La versione 5 lavora solo su HFS+: il supporto ad APFS non è mai uscito.

  • ditto

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Copia cartelle conservando i metadati che un semplice cp perderebbe. Nei primi anni di Mac OS X era obbligatorio per non rovinare i file; da Mac OS X 10.4 lo fa senza chiederglielo.

  • Drive Genius

    Utility di disco Mac OS X macOS moderno Dormiente

    Manutenzione e sorveglianza dei dischi di Prosoft. La casa è attiva con altri prodotti, ma per questo programma la compatibilità dichiarata non va oltre macOS 13: da verificare prima dell'acquisto.

  • hdiutil

    Immagini disco Mac OS X macOS moderno

    Il comando di macOS per creare, montare, convertire e verificare le immagini disco. È lo strumento con cui si mette un disco intero dentro un file, comprimendolo, per conservarlo o farlo viaggiare.

  • HFSExplorer

    Utility di disco System 1–7 Mac OS 8–9 Mac OS X

    Legge volumi HFS, HFS+ e immagini disco da Windows, Linux e macOS. Dopo anni di silenzio è tornato attivo nell'aprile 2026, ed è la via più semplice per aprire un disco che macOS non monta più.

  • Macintosh Garden

    Documentazione e archivi System 1–7 Mac OS 8–9 Mac OS X

    Archivio di software Mac d'epoca attivo dal 2001, con immagini disco pronte all'uso e schede sui singoli programmi. È il primo posto dove cercare un formattatore o un duplicatore degli anni Novanta.

  • Macintosh Repository

    Documentazione e archivi System 1–7 Mac OS 8–9 Mac OS X

    L'altro grande archivio di software Mac storico, con oltre quattro milioni di file distribuiti e la possibilità di provare i vecchi sistemi direttamente nel browser.

  • Norton Utilities for Macintosh

    Utility di disco System 1–7 Mac OS 8–9 Mac OS X Dismesso

    La cassetta degli attrezzi per eccellenza dell'era classica: riparazione dei volumi, recupero dei file cancellati, deframmentazione. Symantec ne ha chiuso lo sviluppo all'inizio degli anni Duemila.

  • Retrospect

    Copia e backup System 1–7 Mac OS 8–9 Mac OS X macOS moderno

    Nato in casa Dantz nel 1989 e ancora sviluppato dopo sei passaggi di proprietà: il backup che ha attraversato tutte le epoche del Mac. Non fa copie avviabili, e non è il suo mestiere.

  • rsync

    Riga di comando Mac OS X macOS moderno

    Copia solo le differenze fra due cartelle, anche via rete. Ottimo per i dati, da solo inadatto a produrre un disco avviabile; la versione inclusa in macOS è cambiata di recente.

  • SuperDuper!

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno

    Dal 2004, l'altro nome storico. La versione 4 è una riscrittura completa e richiede macOS 14 o successivo; il ramo Classic resta per i sistemi più vecchi.

  • SuperDuper! Classic

    Copia e backup Mac OS X

    Il ramo 3.x di SuperDuper!, tenuto in distribuzione per i Mac con sistemi che la versione 4 non copre: risale fino a Mac OS X 10.2.

  • TechTool Pro

    Utility di disco Mac OS X macOS moderno

    Diagnostica e manutenzione, aggiornato e nativo Apple Silicon. Ha però perso la funzione che qui interessava: dal 2021 non crea più volumi di avvio di soccorso, perché nessuno può più firmarli.

  • Time Machine

    Copia e backup Mac OS X macOS moderno IT

    Il backup incluso in macOS dal 2007. Non fa dischi avviabili e non ci ha mai provato: conserva le versioni precedenti dei file, che è esattamente ciò che un clone non fa.

  • Utility Disco

    Utility di disco Mac OS X macOS moderno IT

    Formatta, partiziona, verifica e ripristina. La sua funzione «Ripristina» è un'interfaccia al comando asr: copia un volume su un altro cancellando la destinazione.

«Clonare il disco di avvio del Mac» di Angelo Pugliese, redatta con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale. Ultimo aggiornamento di questa pagina: .

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